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27.04.2020
Mascherine a 50 cent: si rischia crollo della disponibilità

L’ordinanza annunciata ieri sera dal commissario straordinario Domenico Arcuri, con la quale si impone un prezzo massimo al pubblico di 50 centesimi + IVA per le mascherine chirurgiche, rischia di rendere difficilmente reperibili questi presidi che ora sembrano necessari e (forse) obbligatori.
«La gestione di un fronte caldo come quello delle mascherine da parte del Governo è assolutamente inadeguata - dichiara con forza il presidente di Federfarma Vicenza e Federfarma Veneto Alberto Fontanesi - Il prezzo imposto a 50 centesimi + IVA è plausibile solo se il Governo centralizza gli acquisti (come hanno fatto efficacemente in altri Paesi), ma emanare un’ordinanza che non tiene conto delle condizioni di mercato, dei costi di filiera e dei costi di gestione è altamente irresponsabile. Se le farmacie bloccano gli acquisti, risultando penalizzanti, le conseguenze ricadono sui cittadini».

Il Governo ha proposto oggi - comunicandolo a Federfarma - la copertura finanziaria della differenza tra i 50 centesimi e il prezzo di acquisto da parte delle farmacie, ma rimangono malumori e dubbi delle farmacie. «Continuiamo a sentire annunci, ma non si capisce quali saranno modalità e tempi di rimborso per le farmacie - afferma Fontanesi -. Confidiamo che si possa raggiungere una condivisione sui processi, ma nel frattempo non possiamo ignorare che la farmacia, oggi in prima linea, si troverebbe a pagare non solo un sacrificio professionale e umano, ma anche a finanziare scelte approssimative del sistema di protezione civile. È un momento difficile e ci sembra pesante una imposizione di questo tipo».

Dopo un mese e mezzo di pressioni da parte del sistema Federfarma, sembra infatti che finalmente l’Iva sulle mascherine venga abbassata o addirittura azzerata. Nel frattempo però viene adottato un provvedimento poco equilibrato sui prezzi al pubblico. «Esiste una legge dello Stato che vieta la vendita di prodotti sotto costo e in ogni caso esiste il buon senso - osserva Fontanesi -. È assurdo pensare che una categoria di aziende vada a vendere sotto-costo per decreto. Ad oggi la gestione degli approvvigionamenti consente alle farmacie di acquistare questi presidi sanitari a circa 1 euro (Iva esclusa), ma se il Governo vuole che le vediamo a 50 centesimi le può procurare direttamente alle farmacie di tutta Italia al prezzo di 39 centesimi indicato dal commissario Arcuri».

Ricordando il prezzo che il mondo delle farmacie sta pagando a questa emergenza - 14 morti e più di 600 contagiati - senza tirarsi indietro e svolgendo un servizio primario sul territorio, il presidente di Federfarma Vicenza rincara: «Non credo che noi farmacisti siamo degli sprovveduti, ma pur di rendere il prodotto disponibile per le comunità che serviamo ci siamo adattati ad acquistare le mascherine a prezzi di mercato che sono quasi decuplicati da gennaio. Che ci dicano chi le vende a un prezzo inferiore, perché al momento ogni farmacia è banalmente sottoposta alle regole del mercato che hanno fatto aumentare i prezzi».